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31/05/2006
E così siamo qui a celebrare, con dovuto ritardo, il secondo compleanno di Blogmovie...In questi casi di solito si parla di candeline, si scartano i regali...e poi arriva un momento in cui, quando le candeline sono poche, si incomincia a parlare di cosa fare domani, quando le candeline invece sono tante si preferisce parlare di quello che è stato ieri. Le candeline incominciano allora a pesare, e ti riportano sempre più rapidamente a quel momento di nostalgia. Non è per questo che mi trovo a parlare di questi due anni, di quello che questo blog è stato. Lo ricordate tutti, quando il blog muoveva i primi passi. Qualcuno ti parlava di un certo Blogmovie, e tu ci trovavi esattamente quello che ti aspettavi: un blog sul cinema. Belle recensioni redatte con una professionalità che, per chi conosce l'autore al di fuori della rete, era difficile ricondurre a lui. I primi segni dell'espansione imperialista sono comparsi con l'avvento del secondo recensore, il cui contributo, non esente da critiche, ha delineato ancor più la personalità di questo sito. Poi l'esilio: dcql sotto la Union Jack, mal rimpiazzato da un Balzà dedito alle delizie dell'estate. Prime crepe nell'affiatata coppia cinefila. Proprio allora, con multiforme ingegno, Blogmovie ha cominciato ad esibire evidenti segni di voler uscire dal suo limitativo involucro. Squarciata la sua vecchia pelle, Blogmovie è diventato il posto in cui le tematiche emergenti sono viste dalla faccia che rimane oscura agli altri media. Nulla sfugge all'occhio attento di dcql, e mentre sei lì a dirgli quanto è caduto in basso a pubblicare un post sul Jamaè, lui se ne esce fuori affidando la sua pagina al Signor G. Sempre ansioso di completare la sua interminabile metamorfosi, Blogmovie sposta il suo interesse verso il piccolo schermo, per il quale mostra attenzioni che sembrano a volte sconfinare in una lucida morbosità. Dopo i suoi sondaggi l'intero Paese si è trovato a fronteggiare le sue profonde dicotomie, e i paradossi che si nascondono anche in una "tranquilla" serata alla Mecca. Quando Blogmovie vi ha puntato i riflettori, le principali testate giornalistiche hanno titolato "Italia divisa in due". Come dicevo, ecco perchè ho parlato del passato di Blogmovie. Perchè del futuro posso solo chiedermi: Blogmovie, dove ci porterai domani?
Il manifesto/omaggio a Blogmovie è stato realizzato da Federico Gaggiotti, che ringrazio di cuore.
08/04/2005
Ogni tanto, in questa sede, oltre alle solite “cojonerìe” proposte dal sottoscritto, c’è la volontà di poter esprimere qualcosa di intelligente, qualcosa che abbia un minimo di autorevolezza...insomma qualcosa che possieda coraggio ed audacia tali da poter smuovere, nella speranza che ci riesca, le coscienze altrui. Qui non sputiamo sentenze, né cerchiamo di descrivere la realtà a nostra immagine e somiglianza al solo scopo di imporla. A differenza di molti altri non ci riteniamo così presuntuosi, grazie a Dio. E allora fate questo piccolo sforzo, spendete 5 minuti del vostro tempo per riflettere su ciò che è scritto qui sotto, poi, se ne avrete la voglia, ci farete sapere cosa ne pensate o ci manderete a cagare. A voi la scelta.
“Avrete certamente notato la sempre più insistente presenza di un "esportatore" che lavora in tutto il mondo su molteplici fronti: esporta panini unti, musica da teenager, grandi marchi del tabacco, basi militari, libertà, democrazia... Certo, con tutta questa attività ogni tanto qualcosa sfugge al controllo. Sia ben chiaro, ormai il danno è fatto, e credo di poter dire, a costo di essere banale, che sarebbe superficiale ritenerci soddisfatti anche per la più terribile delle punizioni a chi ha tolto alla nostra nazione un valoroso difensore che svolgeva il suo compito fuori dai riflettori, e un padre, un marito alla sua famiglia. Vorrei però ricordare la storia di uno dei piccoli "fuori programma" che la mia (breve) memoria ricorda. Il 3 febbraio 1998 uno degli aerei militari americani schierati nella base di Aviano partì per un volo di addestramento (ve l'immaginate un nostro jet che fa missioni di addestramento militare oltreoceano?). Il velivolo del corpo dei marines, nella sua splendente livrea democratica, alle 14.13 impattava contro i cavi della funivia del Cermis, quando la cabina, quasi alla fine del suo percorso, si trovava a circa 300 piedi di altezza dal suolo. 20 passeggeri deceduti per la nobile causa del mantenimento dei diritti e delle libertà civili. Il processo a pilota e copilota non si svolse mica in Italia, perché siamo stati ben felici di lasciar tornare il valoroso equipaggio nella sua terra natìa! E dire che ci siamo lamentati quando il processo a Berlusconi ha cambiato provincia, questo ha cambiato continente! Ma noi siamo scaltri! Quello che poteva sembrare un atto di ingenua clemenza verso due uomini nell'esercizio delle loro funzioni era invece un machiavellico piano per ottenere qualcosa che da decenni compariva nella top ten dei desideri degli italiani che amano il loro Paese. Il governo D'Alema, con il suo Ministro della Giustizia, il comunista Oliviero Diliberto (se questo testo fosse in un'antologia di italiano le note riporterebbero l'accostamento giustizia-comunista come un esempio della figura retorica dell'ossimoro), videro ad un passo l'agognata riconsegna di Silvia Baraldini, cittadina italiana condannata a 43 anni di reclusione negli USA per fatti criminosi commessi come associata alla associazione sovversiva Black Liberation Army. Niente di che, qualche rapina, qualche partecipazione ad omicidi di uomini bianchi, così tanto per mostrare al mondo quanto sia sbagliato il razzismo e la violenza in genere. Ebbene, la nostra simpatica militante dell'associazione comunista "19 maggio" (chi mi sa dire che significa questa data?) finalmente, il 24 agosto 1999 tornò in Italia, con grande soddisfazione dell'esecutivo che si potè vantare della conquista che non era riuscita ai precedenti 5 governi. Contenti come eravamo per il graditissimo regalo, potevamo lamentarci per l'assoluzione all'equipaggio dell'aereo responsabile dell'incidente del Cermis? Eh già, perchè (se non sbaglio nel 2000) il "processo" si concluse con una tiratina d'orecchi ai piloti, la sospensione dal servizio e probabilmente una nota sul diario. Per il resto, sono uomini liberi, anche se avevano occultato il filmato che conteneva le prove della loro colpevolezza...A me sembra che è come se per punizione togliessero la patente C ad un'autista d'autobus che abbia investito una scolaresca mentre cercava di vedere quanto poteva guidare sul marciapiedi. Sembra anche a voi? Io VOGLIO che stavolta funzioni diversamente. VOGLIO che tutti qui incomincino ad accorgersi che c'è qualcuno che entra continuamente in casa nostra, che ci vuole rivendere una evoluzione degenerata di quello che hanno copiato dalla grande Europa circa 500 anni fa. Stavolta facciamo in modo che la nostra Nazione abbia la forza per imporsi. Noi non abbiamo bisogno di loro, allora smettiamo di dar loro l'autorità di fare i cowboys fuori dalle loro praterie. Spero che lo spirito di quanto ho detto non sia confuso con quello di chi si proclama antiamericano perchè pacifista, ma poi ringrazia i rapitori per il trattamento di favore. A proposito della vicenda della giornalista a cui mi riferisco, la cui liberazione sappiamo quanto sia costata, vorrei farvi notare l'emblematico comportamento del collega vignettista del Manifesto, conosciuto col nome d'arte di Vauro. Quando fu ucciso Fabrizio Quattrocchi, con gli altri tre ancora ostaggi, Vauro fece una vignetta in prima pagina del Manifesto, con una bandiera a mezz'asta, solo che la bandiera era un dollaro... Sì insomma nell'accaduto non potevamo che riconoscere il giusto epilogo della storia di un mercenario asservito al denaro. Se non avete capito chi è Vauro, beh, è quel personaggio che compariva quotidianamente in tv durante il sequestro della sua collega con quegli occhi piagnucolanti, la voce tremula, ed ormai senza più nessuna voglia di ironizzare e far propaganda sulle disgrazie altrui. Forse nel suo grande sogno di pace non tutti sono inclusi... Spero che qualcuno di voi condivida almeno qualcosa di quello che vi ho scritto, forse dilungandomi troppo, perchè possiate dare una svolta agli eventi. Temo infatti che appena il Grande Fratello intercetterà questo scritto sarò arrestato!”

28/09/2004
ATTENZIONE!!! Il seguente racconto esula completamente da qualsiasi tema cinematografico o attinente ad esso.
HO DECISO DI PUBBLICARE DEMOCRATICAMENTE QUESTA LETTERA E DI PROPORLA ANCORA UNA VOLTA AL VOSTRO GIUDIZIO, NELLA SPERANZA CHE POSSA NASCERE UNA DISCUSSIONE INTERESSANTE (SEMPRE BENE ACCETTE A BLOGMOVIE) MA SOPRATTUTTO COSTRUTTIVA E POSSIBILMENTE DAI TONI CIVILI. DETTO QUESTO...
“Già che mi hai postato un così bel ipse dixit, ti racconto la mia esperienza di ieri sera………
Il padre di una mia amica ieri lavorava in un nuovo disco pub, a suo dire molto carino. Spinti da una immotivata quanto innocente fiducia nei suoi confronti siamo andati a vedere. Fuori dal locale, che abbiamo scoperto essere un circolo, siamo stati in attesa qualche minuto che il padrone ci compilasse la tessera per poter entrare e consumare a prezzi popolari. Durante questi pochi minuti non ho potuto fare a meno di esprimere il mio disappunto per la musica R&B, Hip Hop, Black o come cazzo la chiamano i filoamericani, che sentivo provenire dall’interno del locale. Irritato dai lamentosi suoni di cui ti ho detto, così lontani dal nostro gusto e cultura, e frutto di una società ad un livello di degrado che spero non toccheremo mai, non ho posto più di tanta attenzione al buttafuori negro, o nero come dicono adesso i benpensanti, dotato di incisivo superiore d’oro, pizzetto ossigenato a contrasto, abbondanti catene d’oro stile gangsta. Alla prima macchinata di negri, o ragazzi di colore come dicono adesso i benpensanti, non mi sono per nulla scomposto, pur trovando fuori luogo uno stile che associo ai sobborghi delle metropoli americane e a MTV. Alla seconda, terza, quarta ondata di figuri caratterizzati dai segni distintivi che ti ho detto ho incominciato a sentire che qualcosa non andava nel verso giusto, come se di colpo la certezza di trovarmi nel rassicurante entroterra marchigiano, patria del Verdicchio, della Lacrima e degli elettrodomestici da cucina, fosse svanita in favore dello smarrimento di chi si trova nel posto sbagliato, in una realtà creata per escluderlo, per relegarlo nella diversità. Inutile dire che all’interno lo spettacolo non era diverso dalle aspettative, e la sospettata diversità si è dimostrata realtà. Voglio dire, pur non essendo padre, non credo che permetterei a mia figlia di 6-7 anni di imitare con disarmante efficacia le bagasce, o ballerine funky come dicono i benpensanti, dei video di MTV, specialmente in una pista piena di viscidi degni dei peggiori ambienti gangsta-rap. Credo che capirai come, dopo aver letto il tuo ipse dixit nel pomeriggio, mi sia sentito schiacciato dall’ironia della sorte quando ho notato che il barista, di cui ti lascio intuire lo stile, indossava una maglietta sul cui retro campeggiava la scritta “TONY MONTANA”, e, come a ribadire che non si trattava di un equivoco, “SCARFACE”.
Scusa se mi sono dilungato tanto, ma capisci il mio stato d’animo, nonostante sia stato contento dopotutto di fare una esperienza di questo tipo, in modo da non dimenticare di farmi una domanda a cui non credo che tu saprai darmi risposta, magari ci proverà uno dei benpensanti sopraccitati: da dove deve partire quella volontà di integrazione sulla quale il solo porre il dubbio è considerato xenofobia, razzismo, e quant’altro la storia abbia condannato, e perché chiudere gli occhi di fronte alle differenze, non certo limitate al colore della pelle, che valorizzano ognuno di noi?”

Federico Gaggiotti
04/08/2004
Lo ammetto, avrei dovuto inserire “The untochables” nel sondaggio fra le migliori interpretazioni di De Niro, e francamente non riesco a capire come abbia fatto a dimenticarlo. Ad ogni modo c’è stato chi non ha smesso un attimo di redarguire e far notare al sottoscritto che è “solo chiacchiere e distintivo”.
In preda ad un profondo senso di colpa e a continue convulsioni isteriche per la mia mancanza, pubblico democraticamente il pensiero di colui che ha notato l’errata corrige, e lo sottopongo alla vostra attenzione.
“Per fugare ogni dubbio (per chi di voi ancora ne avesse) sulla superiorità della nostra civiltà rispetto ad altre che spesso vorrebbero darci lezioni, eccovi un articolo tratto dall’odierna gazzetta dello sport. Cade l’ultimo baluardo di orgoglio statunitense nei nostri confronti!”

Federico Gaggiotti (noto cestista marchigiano)
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AMERICAN GANGSTER |
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Voto al film: |
7,5 |
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INLAND EMPIRE |
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Voto al film: |
9 |
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ROCKY BALBOA |
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Voto al film: |
7 |
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IL CAIMANO |
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Voto al film: |
7 |
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IL MIO MIGLIOR NEMICO |
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Voto al film: |
6,5 |
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TI AMO IN TUTTE LE LINGUE DEL... |
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Voto al film: |
5 |
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GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK |
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Voto al film: |
8 |
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CINDERELLA MAN |
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Voto al film: |
7,5 |
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LA GUERRA DEI MONDI |
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Voto al film: |
5 |
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BATMAN BEGINS |
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Voto al film: |
8 |
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STAR WARS III |
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Voto al film: |
8,5 |
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SIN CITY |
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Voto al film: |
7,5 |
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OLD BOY |
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Voto al film: |
7 |
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THE WOODSMAN |
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Voto al film: |
7 |
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THE AVIATOR |
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Voto al film: |
6 |
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ALEXANDER |
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Voto al film: |
7,5 |
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DONNIE DARKO |
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Voto al film: |
8 |
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SE MI LASCI TI CANCELLO |
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Voto al film: |
8 |
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IO, ROBOT |
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Voto al film: |
4 |
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THE VILLAGE |
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Voto al film: |
6= |
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COLLATERAL |
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Voto al film: |
7,5 |
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MAN ON FIRE |
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Voto al film: |
8 |
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FAHRENHEIT 9/11 |
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Voto al film: |
7 |
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LADYKILLERS |
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Voto al film: |
6,5 |
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TROY |
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Voto al film: |
6 |

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