|
06/03/2008

BALLATA PE' UN LUPO
"Aspettavi l'atto finale come na liberazione
t'hanno subito accontentato...co du còrpi
uno alla parola n'artro alla ragione
ma no per redimere nè tantomeno pe accontentatte
ma solo e sortanto pe eliminatte
Certo me dispiace ditte che...
mentre ammanettato e sanguinante sdraiato in ambulanza
cercavi n'Dio che era in vacanza
Quarcuno tirava fori er petto e dentro la panza
odore de medaje odore de infamie
e poi se sà, er popolo è pecorone
sarta subito sur carro del vincitore
Mò basta te saluto
massimo rispetto, fratello Lupo"
(Vinicio Pittalis, IL LUPO)
29/12/2006
03/09/2006
- Sei sposato Manny?
- Vuoi scherzare?! No!
- Donne?
- Di quando in quando...non dura mai
- Qual è il problema?
- E’ come un lavoro a tempo pieno una donna, te la devi scegliere la tua professione
- Sì, ammetto che è un po’ un salasso emotivo
- E pure fisico Hank, quelle vogliono chiavare notte e giorno
- Beh, scegline una che ti piace scopare
- Sì, ma se giochi o bevi lo prendono subito come un insulto al loro amore
- Scegline una a cui piace giocare, bere e scopare
-Chi la vuole una donna così?!
(Henry Chinaski & Manny, FACTOTUM)
31/08/2006
Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro
17/07/2006
-Barbagallo Sabatino?
-Assente
-Assente ingiustificato
-Ma guardate che è morto
-Barbagallo è morto?
-Ma de che è morto?
-Sì è morto 3 anni fa di leucemia
-Puzzava da vivo...figuramose che c'è dentro a quea bara
(Gloria, Tony Brando, Finocchiaro, COMPAGNI DI SCUOLA)
05/07/2006
Homer: Chissà perchè è così ansioso di andare in garage? Boe: In garage? Hey ragazzi, in garage! Oh oh, mon amis, il signorino parla francese! Homer: Perchè tu come lo chiami? Boe: Un buco per auto
(Homer & Boe, I SIMPSON)
09/03/2006
Da un pò di tempo a questa parte vi sarete accorti che questo blog tratta sempre meno temi riguardanti il cinema. Non è una scelta studiata, bensì la voglia, e al tempo stesso la pigrizia, di parlare di qualcos'altro. Di pari passo anche le categorie sono aumentate. Ciò non significa che si è scelto di snobbare il cinema (mai lo faremo!), ma solamente che in questo momento si sente la necessità di dire altre cose. Una che mi preme molto è quella di omaggiare uno dei miei miti: Zdenek Zeman. Quest'uomo scomodo, geniale, folle, genuino, e vero amante del calcio, dopo mesi passati in esilio, per colpa della mafia pallonara, torna finalmente al suo posto. Da vero ammiratore quale sono, non nascondo che sarei molto più contento se potessi vederlo sopra una panchina degna del suo talento (non me ne vogliano gli ultras bresciani), ma dato che la sua umiltà è grande quanto il suo cuore ci si passa sopra. L'importante è che il calcio italiano, sempre più allo sbando, non perda mai un maestro come lui, uno degli ultimi simboli genuini del pallone, un uomo che ama davvero questo sport, un uomo che ha riassunto la bellezza e la popolarità di questo gioco con queste semplici parole:
"A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco"
25/02/2006
"I scream... you scream... we all scream... for ice cream!"
(Bob, Jack, Zack, DAUNBAILO')
17/02/2006
Attingendo stavolta dai Soprano, ecco a voi il postulato matematico elaborato da Paulie Walnuts Gualtieri, uno dei personaggi più esilaranti della serie, per calcolare l'indice peccatorio di un uomo sulla terra, e stabilire così con certezza cosa lo aspetta nell'aldilà.
"...l'inferno è caldo, è una cosa famosa o' sanno pure i bambini! Non sei stato all'inferno, sei stato al massimo in purgatorio amico mio! Purgatorio....una piccola deviazione sulla via del paradiso: sommi tutti i tuoi peccati mortali e moltiplichi il risultato per 50, poi sommi tutti i tuoi peccati veniali e moltiplichi il risultato per 25, sommi le due cifre e hai la tua condanna. Io penso che dovrò farci circa 6000 anni prima di essere accettato in paradiso...ah, ma 6000 anni sono niente al confronto dell'eternità, li faccio a testa in giù e piedi in aria. Sono come 2 giorni quaggiù!
(Paulie Walnuts Gualtieri, I SOPRANO, stagione 2 episodio 9: Incubi d'inferno)
09/01/2006
"Che te lo dico a fare" significa...se tu sei d'accordo con qualcuno gli fai: "Raquel Welch è proprio un gran bel pezzo di figa, che te lo dico a fare!" Invece se non sei d'accordo che una Lincoln è meglio di una Cadillac, "che te lo dico a fare?" Oppure se una cosa secondo te è buona ma tanto buona: "minchia sti peperoni che te lo dico a fare?" Ma può anche voler dire "va al diavolo" tipo uno fa all'altro: "Ehi Boobby dice che ha il cazzo piccolo" e Boobby: "che te lo dico a fare!" E a volte non significa niente, solamente "che te lo dico a fare."
(Donnie Brasco, DONNIE BRASCO)
|
|