Ancora un paio di giorni d’assoluta poltroneria e “la vita del beato porco” , come tende continuamente a sottolineare mio padre, ben presto arriverà al capolinea.
Chi frequenta l’università di sicuro avrà capito di cosa sto parlando: anno nuovo, vecchie abitudini.
Ottobre è il mese della rinascita, della ripresa dei giochi dopo aver “sprecato” mesi a cazzeggiare in giro senza precisi scopi e nella completa inutilità del corpo e della mente.
Così il sottoscritto ne approfitta per godersi l’insolito tepore di questi ultimi giorni d’inoperosità tra le mura di questa splendida città che è Urbino.
E allora accade che, in una delle ultime ore passate a gigioneggiare, il tuo sguardo viene ad incrociarsi con un altro familiare, già visto da qualche altra parte. E allora percepisci che i neuroni del tuo cervello, dopo mesi di stato vegetativo, riprendono la loro funzione primaria per cercare di dare un nome o una collocazione a quel volto noto. In un primo momento sono gli stessi neuroni che si rifiutano di darti una mano,e uno ad uno si ammutinano, suggerendoti che si tratta di un semplicissimo deja-vu. A causa di quell’insolito incontro realizzi ben presto che la tua esistenza è rovinata poiché il dubbio ti attanaglierà in ogni momento: quel volto sarà il tuo incubo ricorrente, sarà il tuo primo pensiero quando ti svegli, sarà la causa di un probabile taglio mentre ti radi, e non ti lascerà in pace nemmeno mentre starai cagando. Non puoi andare avanti così, la tua vita è un inferno, ti riduci a una larva umana e hai i nervi a fior di pelle, inoltre inizi a vedere che la gente, oltre a scansarti, fa volentieri a meno della tua compagnia, neanche fossi uno di “Amici di Maria de Filippi”. La soluzione ottimale è quella di non continuare ad arrovellarsi, ma cercare di trovare un possibile escamotage che possa occupare la tua mente in altro modo.
Uno dei metodi migliori è quello di guardarsi un buon film, magari comico dato che il tuo sense of humor in questi giorni è andato a farsi friggere. Qua ci vuole un classico, “Febbre da cavallo”.
Neanche il tempo di inserire il DVD, che un bagliore intenso squarcia la stanza, in un attimo ti sembra di raggiungere il firmamento, un’insolita lucidità attraversa il tuo corpo e realizzi che l’incubo è finito.






