Da domani il sottoscritto sarà out per un mese, perciò non prendetevela troppo se da queste parti saremo un po’ più silenti del solito. Lascio la responsabilità del vostro intrattenimento nelle mani di Balzà che tanto amate e tanto osannate.
Stasera grigliata di congedo con gli amici (neanche fossi un vecchio commilitone), ultima sbornia made in Italy, e poi tutti quanti ad ammirare culi di pregiata fattura italica al Babaloo.
Da domani mi aspettano: fiumi di birra, fish & chips in quantità industriale, tempo di merda e donne decisamente brutte....ma son contento così!
Ciao
L'amico e concittadino Catablog ha voluto correre il rischio di pubblicare un mio sonetto in vernacolo dedicato all'estate falconarese. Il testo, come viene preannunciato dallo stesso Catablog, non è proprio in vernacolo stretto, perciò comprensibile anche a coloro che il dialetto anconetano/falconarese non lo masticano più di tanto. Se volete dargli un'occhiata andate a casa sua.
Breve trama: Il mondo viene preso d’assalto dagli alieni, decisi nel voler estinguere la razza umana. L’operaio Ray Ferrier (Tom Cruise), un padre che non rispecchia affatto la figura del genitore modello, tenterà di salvare la vita dei suoi due figli nonostante ciò appaia impossibile.
Commento: Amareggiato, deluso e anche un poco stizzito nell’aver “buttato” all’aria 7 Euro per assistere all’ultima fatica di Steven Spielberg, La guerra dei mondi, omonimo remake dell’opera prima, diretta da Byron Haskin nel lontano 1953. Quel film non ho mai avuto il piacere di poterlo vedere, ma ho notato che nello stesso anno vinse l’oscar per i migliori effetti speciali. Paradossalmente, ancora oggi, gli effetti speciali sono il vero punto di forza de
La Guerra dei mondi versione Spielberg, di certo non proprio l’ultimo arrivato in materia. Può capitare, però, che anche il più grande pioniere del genere possa toppare, ed è proprio perché lo riteniamo il decano indiscusso, che possiamo permetterci di ammettere, senza vergogna alcuna e senza sollevare per questo un inutile polverone di polemiche, che da lui ci si aspettava qualcosa di molto più elaborato.
Si poteva evitare il solito melenso finale, si poteva evitare l’incredibile serie di fortunate coincidenze, si poteva fare a meno degli assillanti primi piani di una insopportabile e piagnucolosa Dakota Fanning (gli mancano solo i boccoli per poterla definire
la Shirley Temple del 2000) così come la presenza di un odioso ragazzino cross-over, specchio dell’indolenza giovanile verso il genitore, che si crede Rambo; mentre si doveva curare con più scrupolo sia lo sviluppo generale del film che la parte finale, concepita a tirar via. Inutile commentare l’ennesima prova di un ottimo Tom Cruise, nonostante il cambio di voce nel doppiaggio, e degli scintillanti effetti speciali. Peccato non riescano a riequilibrare le sorti di un film che fa acqua da tutte le parti.
Voto al film: 5