|
30/06/2005
Breve trama: questa volta si parte dalle origini. Il giovane Bruce Wayne (Christian Bale) è tormentato dal rimorso della morte dei suoi genitori: crede infatti di essere lui il colpevole del loro assassinio. Inizia, quindi, a girare per il mondo in cerca degli strumenti per combattere le ingiustizie. Così, nel Buthan, impara
la Kenji , una violentissima arte marziale, grazie al suo mentore Henry Ducard (Liam Neeson), che si rivelerà poi tutt’altro che un maestro. Tornato a Gotham City, trova ad attenderlo il suo fedelissimo maggiordomo Alfred (Michael Caine), e ritrova la sua vecchia amica d’infanzia, Rachel Dawes (Katie Holmes), che non approva i suoi comportamenti. Dopo un incontro-scontro col boss di Gotham, Don Falcone (Tom Wilkinson), Bruce trova aiuto in Lucius Fox (Morgan Freeman), un dipendente della Wayne corporation, che gli fornirà tutti gli strumenti necessari per diventare Batman, senza chiedere spiegazioni sul loro utilizzo. Trasformatosi nel suo alter ego notturno, il giovane Wayne dovrà combattere contro lo psichiatra Jonathan Crane, il arte “Lo Spaventapasseri” (Cillian Murphy) e contro altri nemici per riportare l’ordine e far trionfare la giustizia nella città di Gotham City, grazie anche all’aiuto dell’integerrimo ed incorruttibile commissario Gordon (Gary Oldman).
Commento: bello, bello, bello. Questo è stato ciò che ho pensato appena uscito dalla sala di un film che mi ha soddisfatto in pieno. Mai si era visto un Batman così: timoroso, pieno di debolezze, vendicativo. Si ha finalmente una scoperta del suo lato umano, della sua ancestrale paura dei pipistrelli, da quando da bambino cadde in un pozzo e questi quasi lo travolsero. Si ha quasi un percorso di formazione, che probabilmente si completerà nei prossimi film, quando credo che Batman si avvicinerà maggiormente all’eroe senza macchia e senza paura dei precedenti episodi. Vi devo però dire la verità: quando sono entrato in sala ero un po’ diffidente, dato che ancora venero come un Dio il primo episodio, mio fido compagno di infanzia, con un Jack Nicholson nei panni di uno stellare Joker, ma anche con un ottimo Michael Keaton. I cambiamenti rispetto al visionario film di Tim Burton sono molti: una Gotham City ricostruita nei minimi particolari, più bella che mai, un Batman molto meno maturo e sicuro di sé rispetto al primo film, effetti speciali molto più impressionanti. Per spiegare quest’ ultima affermazione vi racconto un aneddoto: nella sala in cui sono andato a vedere il film, ad un certo punto (quando Batman, a causa degli allucinogeni dello Spaventapasseri, diventa come un diavolo) un padre ha dovuto portare via suo figlio, che si era messo a piangere a dirotto. Batman non è più un eroe per bambini, anche il suo pubblico è maturato, e probabilmente verrà apprezzato più dagli adulti che non dai “pargoli”. In definitiva, posso affermare che la regia di Christopher Nolan è stata impeccabile (la scena del “bagno dei pipistrelli” è veramente bellissima!). Per quanto riguarda gli attori, un elogio particolare va al protagonista, Christian Bale, in grado di fornirci un quadro interiore convincente di Bruce Wayne, in bilico tra il bene ed il male. Abbiamo poi un ottimo Gary Oldman, che interpreta un commissario noto per la sua limpidezza ed onestà in mezzo ad un mare di corruzione sfrenata. Abbiamo poi Morgan Freeman, che ha un ruolo fondamentale: è lui che fornisce gli strumenti per la “genesi”. Per quanto riguarda Michael Caine, posso dire che continuo a preferire il primo Alfred di Tim Burton piuttosto che il suo. Invece il personaggio di Katie Holmes è, secondo me, inutile e totalmente estraneo dalla vicenda. Forse un’attrice un po’ più “corposa” avrebbe potuto dare maggior spessore a questo personaggio, che si perde nel film come clone del commissario Gordon (dato che entrambi sono intoccabili difensori della giustizia). I suoi continui rimproveri verso Bruce la rendono (almeno secondo me) totalmente insopportabile: forse è proprio per questo che nel fumetto questo personaggio non compare! Quindi un film che mi è piaciuto moltissimo, ed il finale aperto ha lasciato in me una fervida speranza: la carta del Joker. Perché non richiamare nel prossimo film il grande Jack? A breve aprirò una petizione di firme da inviare al regista...
Voto al film: 8
18/06/2005
Dato che Canale 5 Giovedì scorso ci ha buggerato alla grande (al posto dei Soprano, infatti, è andato in onda "L'antipatico" di Maurizio Belpietro che intervistava nientepopodimenochè Ambra Angiolini) rilassiamoci un attimo con questa barzellettina in attesa dell'esordio, stavolta per davvero, dei Soprano previsto per Giovedì 23 Giugno.
Un tifoso dell'ascoli, uno della sambenedettese e uno dell'Ancona sono su una spiaggia In Arabia Saudita a bersi una cassa d’alcool di contrabbando, quando all'improvviso arriva la polizia e li arresta tutti. Il solo possedere alcool in Arabia Saudita è un crimine grave ed è ancor più grave consumarlo, così i tre tifosi vengono condannati a morte.
Dopo molti mesi d'appello, con l'aiuto di avvocati molto in gamba, riescono a tramutare la sentenza di morte a prigione a vita. La fortuna volle che, il giorno della fine del processo, in Arabia Saudita fosse festa nazionale e lo sceicco, essendo di buon umore, decise che questi potevano essere liberati e puniti solo con 20 frustate a testa.
Mentre si preparavano per la punizione, lo sceicco disse: "Oggi è il compleanno della mia prima moglie e lei mi ha chiesto di esaudire un desiderio ad ognuno di voi prima di farvi frustare”.
Il tifoso dell' ascoli (che aveva bevuto di meno) ci pensò un po' e disse: "Legatemi un cuscino sulla schiena!" Lo sceicco esaudì il suo desiderio, ma il cuscino durò solo 10 frustate e le 10 restanti gli lacerarono la schiena.
L'ascolano venne portato via sanguinante.
Toccò, poi, al tifoso della samb (che aveva bevuto abbastanza) il quale, vista la scena, disse: "Legatemi 2 cuscini sulla schiena!" Ma i due guanciali durarono solo per 15 frustate, le altre 5 gli lacerarono la schiena, e anche lui venne portato via sanguinante e piagnucolante come una bambina.
Arrivò il turno del tifoso dell'Ancona (che aveva bevuto più di tutti), ma prima che questo potesse dire qualcosa, lo sceicco lo interruppe immediatamente:"Tu sei un tifoso della squadra coi colori più belli del mondo, i tifosi dell'Ancona sono i migliori e i più fedeli al mondo, per questa ragione ti concederò ben due desideri!"
L’anconetano di tutta risposta disse: "Grazie, sua altezza! In ammirazione della vostra clemenza come primo desiderio voglio che mi siano inflitte 100 frustate anziché 20..."
"Non solo sei una persona d'onore, bella e simpatica, sei anche un uomo coraggioso!" - esclamò lo sceicco con ammirazione - "Ora dimmi... qual’ è il tuo secondo desiderio?"
"Legatemi l'ascolano sulla schiena!"
10/06/2005

Non potete neanche immaginare con quale ansia e trepidazione aspettavo questo momento, solamente un tifoso interista potrebbe avvicinarsi a tali livelli d’angoscia smisurata.
L’unica discrepanza esistente è che i Soprano almeno una volta all’anno tornano sui teleschermi italiani, mentre per i sostenitori nerazzurri non si conoscono ancora i tempi d’attesa.
Ribadendo ancora una volta i miei più vivi e sinceri auguri per
la Coppa Italia , vi invito a non perdere l’appuntamento di Giovedì 16 giugno, alle ore 00:05 su Canale 5, con la miglior serie televisiva della HBO.
L’esortazione, ovviamente, è rivolta anche a coloro che negli ultimi 15 anni hanno vinto qualcosa...e mica siamo razzisti!
07/06/2005

Sono onorato, ma anche un po’ intimorito, di poter recensire un film così importante e significativo per la storia del cinema (nonché per la storia di Guerre Stellari).
Mentre nella prima trilogia era stato il secondo episodio (“L’impero colpisce ancora”) il baricentro dell’intera vicenda, con la sconcertante rivelazione di Darth Vader (“Luke, io sono tuo padre!”), con questo episodio vengono svelati gli ultimi enigmi, anche se poi in realtà la vicenda ci era ormai ben nota. Comunque, passiamo subito alla trama:
Breve trama: sono passati tre anni dalla guerra dei cloni. I separatisti tentano di rapire il senatore Palpatine (Ian McDiarmid), ma l’intervento provvidenziale di Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) e del suo allievo Anakin Skywalker (Hayden Christensen) riesce ad evitare la cattura. Quest’ultimo, sposatosi con la senatrice Amidala (Natalie Portman), è pervaso da incubi ricorrenti: sapendo che la moglie sta aspettando un bambino, sogna che quest’ultima muoia dopo aver dato alla luce il suo erede. Così, dopo che i Jedi Yoda e Mace Windu (Sanuel L. Jackson) rifiutano di conferirgli il titolo di Maestro, egli si schiera contro di loro, e si lascia convincere dal senatore, che in realtà è il signore dei Sith, chiamato con l’appellativo di Darth Sidious. Credendo di poter salvare la moglie grazie al lato oscuro della forza, diventa Darth Vader. Dopo aver ucciso Mace Windu, che aveva scoperto l’identità di Palpatine ed aveva cercato di ucciderlo, il maestro Sith stermina tutti i Jedi: si salvano solo Yoda ed Obi-Wan, impegnato a sbarazzarsi del pericoloso generale Grievous. Intanto il senatore fonda l’Impero, con lui a capo di tutto. Amidala raggiunge Anakin sul pianeta vulcanico di Mustafar, seguito da Obi-Wan. Il giovane Sith, credendo che sua moglie l’abbia tradito, la ferisce. Successivamente si ha lo scontro finale: nel duello ha la peggio Anakin che, amputato di gambe e braccia, sta per essere inghiottito dalla lava. Ma l’intervento di Palpatine è tempestivo: il giovane viene così trasformato in un essere metà uomo macchina, in grado di vivere grazie ad un respiratore artificiale. Il film termina con la morte di Amicala, e con la nascita delle due “nuove speranze”: Luke e Leia Skywalker
Commento: voglio innanzitutto premettere che sono un fan di questa saga, superiore, dal mio punto di vista, all’altra saga fantasy per eccellenza, cioè “Il Signore degli Anelli”. Lo faccio perché, a differenza di altre persone che non vogliono ammetterlo (basta guardare a tutti quelli che danno del capolavoro ad ogni film proveniente dall’Oriente che venga trasposto in Italia), penso non sia scandaloso ammettere di essere di parte. Da quando mio padre mi comprò la prima trilogia in VHS, sono stato sempre più affascinato dall’universo di George Lucas, ed alla notizia che ne sarebbe stata realizzata un’altra sono andato in visibilio. Questo terzo episodio è quello che mi ha soddisfatto in pieno, dopo essere stato deluso dal primo è parzialmente soddisfatto dal secondo. Una sola sequenza su tutte: la trasformazione di Anakin in Darth Vader. E’ proprio questa scena, insieme alla nascita dei due gemelli, che da un senso all’intera trilogia successiva. Forse proprio per l’importanza di queste due scene passano in secondo piano altri momenti del film, come ad esempio la nascita dell’impero, che porterà nel capitolo successivo alla formazione dell’alleanza ribelle. Forse in relazione a questo non ho apprezzato molto il personaggio di Amidala, per me un po’estraneo alla vicenda. Ci voleva forse qualcun’altra attrice che avesse potuto dare maggior rilievo a questo personaggio. Un plauso va invece agli altri protagonisti, con in testa Hayden Christensen, che riesce a darci il ritratto di un uomo tormentato, diviso dal rispetto dei Maestri Jedi e dal voler salvare la moglie da morte certa. Anche Ewan McGregor è molto nella parte, e con il nuovo look con cui compare in questo episodio si avvicina sempre di più all’Obi-Wan Kenobi che comparirà nel quarto episodio. Segnalo infine Ian McDiarmid, il malvagio Darth Sidious, che sarà poi lo stesso della trilogia successiva. Un accenno dovuto va agli splendidi effetti speciali, con tra l’altro le spade laser più scintillanti che abbia mai visto. Una piccola critica però la voglio fare: avrei preferito vedere Yoda ancora interpretato da Frank Oz piuttosto che realizzato interamente in digitale. In definitiva, un film che mi ha entusiasmato, che andrei a rivedere anche subito, ma che forse dovrà essere rianalizzato col senno di poi tra qualche mese, quando il clamore per la sua uscita si sarà spento.
Voto al film: 8,5 
06/06/2005
Breve trama: Concepito dall’autore del fumetto, Frank Miller, e diretto dal regista Robert Rodriguez, Sin city narra in tre episodi l’evoluzione di altrettante storie accadute nella cittadina di Basin city: Sin city, That yellow bastard, The big fat kill. Nella prima sequenza il pugile Marv (Mickey Rourke) vuole vendicare la morte di Goldie, una prostituta che, dopo molto tempo, lo aveva fatto sentire ancora una volta amato. Nel secondo episodio Dwight (Clive Owen) si ritrova invischiato nel dover difendere il quartiere delle prostitute (la città vecchia) dalla mala, mentre nell’ultimo racconto Hartigan (Bruce Willis), un vecchio poliziotto, salva dalle grinfie di un pedofilo, nonché figlio dell’uomo politico più potente di Basin city, una bambina. 8 anni dopo si ritroverà ancora una volta a dover proteggere Nancy (Jessica Alba) dallo stesso, che intanto ha assunto le sembianze di un essere giallo e puzzolente a causa delle operazioni subite.
Commento: Sin city rappresenta, senza dubbio alcuno, il tipico progetto cinematografico senza precedenti e, in quanto tale, va comunque rispettato ed apprezzato per audacia ed ambizione a prescindere dalla gradevolezza o meno della pellicola.
E’ altrettanto vero che i film nati dalle pagine di un fumetto non costituiscono una grossa innovazione, anzi, mai come oggi possiamo tranquillamente “etichettarli” come genere a parte senza per questo ricorrere ad inutili travasi di bile; tuttavia il film di Robert Rodriguez, con la scrupolosa supervisione del papà di Sin city, Frank Miller, incarna in tutto e per tutto il genere “comics”, a differenza dei suoi predecessori. Sembra di assistere effettivamente alla proiezione di un fumetto sul grande schermo ed i dettagli ambientali e fisici (tanto per citarne alcuni), elaborati con gran maestria dal regista, contribuiscono a rendere tutto ciò ancora più surreale.
Il cast, inoltre, è da far invidia a chiunque: Mickey Rourke, Bruce Willis, Benicio Del Toro, Clive Owen, Michael Madsen, per non parlare poi della presenza di una serie di fighe assurde (mi si perdoni il termine) come Jessica Alba, Rosario Dawson, Devon Aoki ed Alexis Blede che, grazie al tocco dark conferito dal film, le rende ancora più sexy ed arrapanti (come sopra).
Proprio su Mickey Rourke avrei il piacere di spendere due parole.
Nonostante i suoi lineamenti siano irriconoscibili a causa del pesantissimo trucco, al contrario, è palese la sua innata bravura artistica troppe volte bistrattata e sottovalutata. Il suo personaggio, poi, violento, brutale, crudele e anche parecchio perverso, ottiene numerosi riscontri su ciò che gli addetti ai lavori definiscono le physique du role. Gradito ritorno.
Insomma, Sin city è un film unico nel suo genere, con un impeto ed una furia straripanti che ne esaltano la bellezza, e a Robert Rodriguez, stavolta è proprio il caso di dirlo, vanno gran parte dei meriti.
Voto al film: 7,5 
|
|