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24/02/2005
Breve trama:la vicenda parla del difficile reinserimento nella vita quotidiana di Walter(Kevin Bacon), finito in prigione per uno dei più gravi “peccati”, la pedofilia.
Dopo 12 anni di inferno, torna in libertà vigilata:egli è sorvegliato dal sergente Lucas(Mos Def), ed inoltre deve seguire delle sedute da un terapista. La sua vita non è certo semplice:trova un piccolo appartamento dove stare, ma l’unica amicizia su cui può contare e quella del cognato Carlos (Benjamin Bratt), dato che la sorella l’ha ripudiato e non lo vuole più vedere.
Egli viene riassunto come falegname (da questo prende il titolo il film):qui conosce Vickie (Kyra Sedgwick), con cui intraprenderà una storia d’amore.
Egli cerca, con grande caparbietà e determinazione, di tornare alla normalità. Ciò si vede chiaramente in due situazioni:quando non esita a malmenare il “Caramellaio”(Kevin Rice), un pedofilo che si aggirava tra i bambini della scuola di fronte alla sua casa, ed inoltre quando riesce a sedersi e a parlare con Robin(Hannah Pilkes), una bambina il cui padre, si scoprirà, ha gli stessi problemi di Walter.
Ma il passato non può essere nascosto:la segretaria Mary Kay (interpretata dalla cantante Eve), gelosa della sua relazione con Vickie, indaga e scopre il suo segreto.
In poco tempo tutti i suoi colleghi vengono a conoscenza della verità, ed iniziano a trattarlo come spazzatura:a causa di ciò, egli successivamente se ne andrà.
Solo Vickie gli resta vicino, anche sapendo del grave crimine di cui si è macchiato:egli avrà anche un incontro con la sorella, che però non servirà a farli riappacificare.
Commento:”quand’è che sarò normale?”:è questa la domanda ricorrente di Walter al suo terapista. Egli vuole tornare un uomo come tutti gli altri:torna nel suo passato, cambiandolo in meglio. Trova totale appoggio in Vickie:questa, anche dopo aver saputo il suo segreto, non lo abbandona, dato che, come dice lei, “vede del buono in lui”. In effetti, il personaggio di Kevin Bacon ci dà l’impressione di un uomo indifeso, lasciato solo in balia dei pregiudizi della gente. L’attore, protagonista, tra gli altri, dello splendido Mystic River, dà prova ancora una volta della sua bravura:la sua interpretazione, secondo me, è alla pari di quella di Di Caprio in “The Aviator”, quindi credo che almeno una nomination se la sarebbe meritata. Ma tanto quando un attore viene “snobbato” dall’Academy, molto difficilmente riuscirà a cambiare questa situazione in futuro. Comunque un film veramente bello, peccato solo per il finale, che secondo me lascia troppo spazio all’immaginazione:il film dura a malapena 80 minuti, probabilmente se fosse durato un po’ di più avremmo potuto capire quanto realmente Walter riuscirà a tornare ad essere un uomo come tutti gli altri. Con questa scelta, il futuro di Kevin è alquanto nebuloso e difficilmente prevedibile per lo spettatore. Bisogna comunque fare i complimenti al regista, l’esordiente Nicole Kassel, che ha composto un’opera prima di tutto rispetto che, anche se con qualche pecca, riesce a differenziarsi dalla massa dei film “dimenticabili”, grazie soprattutto al protagonista, che è il perno della vicenda:oltre alla sua bravura, bisogna dare atto che la scelta di interpretare questo ruolo è stata un bel rischio per l’attore. Il personaggio di Walter rispecchia il cosiddetto antieroe, che può essere paragonato, ad esempio, al Travis Bickle di “Taxi Driver” o al colonnello Kurz di “Apocalypse Now”. Accettare un ruolo così contraddittorio non è da tutti, quindi tanto di cappello a Kevin Bacon, che speriamo possa raccogliere un giorno quello che sta seminando da ormai molto tempo………
Voto al film: 7 
12/02/2005

Ieri, rovistando senza precisa meta tra le pagine 109, 110 e 111 (per essere più preciso quelle riguardanti spettacolo, televisione e gossip) del televideo, ho trovato una notizia sensazionale:tenetevi forte, sembra che il grande Quentin Tarantino stia pensando molto seriamente a scritturare nel suo prossimo film, "Inglorious Bastards", l'ormai stagionato attore italo-americano, diventato un'icona grazie principalmente a due film, Rocky e Rambo, ma ormai relegato solo a recitare in film "minori" (alcuni possono anche essere definiti come "stronzate").IB dovrebbe essere, a detta di Tarantino, ambientato nella Francia occupata dai nazisti ed influenzato fortemente sia dagli "spaghetti-western" del grande Sergio Leone, sia dai film di guerra di fine anni '60-primi anni '70, come "Quella sporca dozzina".Il film, in cui dovrebbero avere una parte anche Bruce Willis, Michael Madsen, Harvey Keitel e molti dei "fedelissimi" di Tarantino, dovrebbe essere il prossimo progetto del regista, ma potrebbe anche essere preceduto da un film sul kung-fu, il grande amore di Quentin.Dopo aver risollevato le carriere di un gran numero di attori e attrici, Tarantino cerca quindi di riesumare un attore caduto ormai nel dimenticatoio, che però nei primi quattro Rocky (il V non è all'altezza) aveva offerto grande prove di recitazione:soprattutto il monologo conclusivo del IV, "se io posso cambiare e voi potete cambiare, allora tutto il mondo può cambiare!!!!!", è rimasto nella storia del cinema, ma è anche stato preso per il culo una miriade di volte!Comunque speriamo che "The Italian Stallion" possa tornare a deliziarci con le sue smorfie di dolore e le sue frasi tamarre, di cui sentiamo veramente la mancanza.......
09/02/2005
 Avevo già scritto, in tempi non sospetti, di aver avuto il piacere e l'onore di conoscere e scambiare quattro chiacchiere veloci col Maestro Francesco De Rosa, il quale si è tolto la vita il 2 Dicembre scorso nella sua abitazione in Umbria alla giovane età di 52 anni. La notizia è trapelata solo in questi giorni dato che la famiglia aveva ritenuto di mantenere il più stretto riserbo vista l’incomprensibilità del gesto. In realtà era già da un po’ che non lo si vedeva girare per Urbino, città dove da tempo risiedeva e dove, per l'appunto, avevo avuto la fortuna di incontrarlo. Il più delle volte lo incrociavo nella videoteca del luogo dove, tra l’altro un giorno, in una discussione sull’ultimo lavoro di Mel Gibson “La passione di Cristo”, mi fece notare che anche lui aveva partecipato, seppur in una comparsata, al tanto discusso film sul martirio di Gesù Cristo. Blogmovie rende omaggio all’attore partenopeo e lo ricorda pubblicando parte della sua filmografia: ------------------------------------------------------------
Piedone a Honk Hong (Steno) 1975 Febbre da cavallo (Steno) 1976 Il Casanova di Federico Fellini (Federico Fellini) 1976 Ballando ballando (Ettore Scola) 1983 I soliti ignoti vent’anni dopo (Amanzio Todini) 1985 Momo (Johannes Schaaf) 1986 Si salvi chi vuole (Roberto Faenza) 1990 C’è posto per tutti (Giancarlo Planta) 1991 Piedipiatti (Carlo Vanzina) 1991 Banzai (Carlo Vanzina) 1997 La passione di Cristo (Mel Gibson) 2004 ------------------------------------------------------------
Fonte, il Messaggero
08/02/2005
E’ un po’ che è nata questa iniziativa. In principio pensavo che prima o poi anche la mia faccia si sarebbe prestata a questo giochino e sarebbe finita con l’essere stipata in uno di quei loculi fotostatici, magari affiancata da quella di qualche bel ciccione bontempone o da qualche nuova aspirante Susanna Tamaro, chissà poi quale aria da fesso avrei avuto. Non che non risulti abbastanza fotogenico, anzi a pensarci bene grazie al mio “Charme alla Winchester” a quest’ora Blogmovie avrebbe circa il 50-60% di visite in più, purtroppo le facce che si vedono nel faceroll col tempo mi hanno convinto a ritornare sui miei passi. Le pose negli scatti sono incredibili, si va dalla cosiddetta “posa da bono” passando per quella del “fallito” e del “selvaggio ribelle anticonformista, cazzo!” fino ad arrivare all’apice nella “posa da superintellettuale Brunovespiano”, quest’ultima di solito ritrae enigmatici figuri la cui testa deve pesare come un macigno visto come la sorreggono con la mano. Attenzione. Il mio non è uno sfogo contro chi decide di apparire nel vero senso della parola, tantomeno contro chi ha concepito l’idea (peraltro divertente) del faceroll. A pensarci bene non è neanche uno sfogo, ma solamente l’annotazione della totale mancanza di naturalezza, salvo qualche caso sporadico, che caratterizza le fotografie. Anche quelle che, apparentemente, sembrano possedere una disinvoltura fuor dal comune sono studiate a tavolino, preparate con “più calcoli che a Fiuggi”. Quando riuscirò ad ottenere una posa tipo questa avrete la fortuna di vedere anche il sottoscritto nel faceroll.
04/02/2005

Breve Trama: The aviator è la storia del capitalista americano Howard Hughes (Leonardo Di Caprio), talentuoso produttore cinematografico e folle aviatore degli anni ’30, che in poco tempo riesce a costruire intorno a sé un vero e proprio impero screditando a più riprese gli scettici e i maligni, invidiosi della sua ingegnosità e della sua passionalità.
Commento: Stavolta, come gli scissionisti del clan Di Lauro, mi tocca prendere le distanze da codesti cinefili e, francamente, non riesco a capacitarmi di cotanta euforia per un film che, a mio avviso, non è poi tutto sto granché.
Dopo l’immensa “boiata” “Gangs of New York” Scorsese tenta il riscatto, e lo fa con “The aviator” un progetto fortissimamente voluto da Leonardo Di Caprio, dichiarato estimatore di Hughes e, al tempo stesso, una delle poche note intonate del film.
L’attore italo-americano, infatti, con questo film sembra essere sulla via della piena maturità artistica riuscendo ad interpretare con sorprendente talento il genio, l’eccentricità e la sregolatezza di Howard Hughes, tipico personaggio dalla marcia in più, ed emblema del “Mito Americano”.
Peccato che tutta la sua lucidità non riesca a confluire appieno in una pellicola la cui struttura è a dir poco esile per sorreggere l’impetuosità del personaggio. Non parliamo poi degli altri attori: Cate Blanchett, che nel film veste i panni dell’attrice nonché amante di Hughes, Katharine Hepburn, è truccata malissimo, e anziché raffigurare una delle più belle dive del cinema, sembra un toporagno, Jude Law, sopravvalutato, pare uno scemo patentato e Gwen Stefani (al suo debutto come attrice) ha il doppiaggio di una gallina. Gli unici a salvarsi sono Alec Baldwin, il grande ed irreprensibile, e Willem Dafoe, pur avendo una particina striminzita.
Insomma, “The aviator” delude profondamente, specie se si pensa che doveva essere l’occasione per la riscossa di Scorsese che, anche questa volta, difficilmente riuscirà a vincere l’Oscar per il miglior film.
Se così dovesse accadere sarà solo ed esclusivamente a causa dell’ostracismo nei suoi confronti che ha caratterizzato le edizioni passate quando lo avrebbe ampiamente meritato in almeno due occasioni.
Chi ha orecchie per sentire...
Voto al film: 6 
Di stima.
03/02/2005
L’impiegato della banca nella pubblicità di Conto Arancio, è o non è la copia sputata di Willem Dafoe?
01/02/2005
Breve trama: il film narra le vicende di Alessandro Magno (Colin Farrell), grande condottiero macedone, figlio di Filippo il Macedone(Val Kilmer) e della regina Olimpia (Angelina Jolie). Partendo dal prologo, in cui Tolomeo (Anthony Hopkins)detta la biografia dell'eroe ad un suo servo, viene narrata l'infanzia di Alessandro, caratterizzata soprattutto dalla presenza inquietante della madre, fino ad arrivare al giorno dell'assassinio di Filippo, ordito dalla stessa Olimpia. Da qui si inizia a narrare del Re Alessandro, che in poco tempo arriva a conquistare il 90% del mondo allora conosciuto. Il potere porterà però Alessandro a scelte discutibili, come quella di sposare la "forestiera" Roxane (Rosario Dawson), e queste produrranno grande scontento tra i componenti dell'esercito:così, al ritorno da Babilonia,preceduto dal prediletto nonchè amato Efestione (Jared Leto), sarà avvelenato da questi, e, a sole 33 primavere, morirà. Commento: preceduto dal flop ai botteghini USA, considerato anche che gli Stati Uniti masticano di storia come Emilio Fede mastica di giornalismo, è finalmente arrivato anche in Italia il nuovo ed attesissimo film di Oliver Stone, grande regista e sceneggiatore, regista di film assolutamente indimenticabili quali Platoon, Nato il quattro luglio ed Assassini nati. Questa volta il film è sulla vita del grande, anzi leggendario, Alessandro Magno, cioè il più grande conquistatore di tutti i tempi, mai sconfitto in battaglia. Partendo dall'epilogo, con un ormai stagionato ma ancora ottimo Anthony Hopkins, ci viene narrata l'intera vita del personaggio, partendo dall'infanzia, in cui i litigi tra la madre Olimpia ed il padre Filippo erano all'ordine del giorno, fino al giorno della morte di quest'ultimo, giorno in cui verrà nominato Re. Da qui Stone inizia a parlare del grande genio militare di Alessandro, che per conquistare Babilonia non esitò a combattere anche essendo in nettà inferiorità numerica. Egli si spinse sempre più oltre, conquistando tutti i territori in cui aveve messo piede, fino al giorno della sua morte, sopraggiunta a soli 33 anni.Il film è quasi un documentario, con Tolomeo che ci illustra la vita del grande Re, quasi come il nostro Piero Angela per intenderci. Gli interpreti del film sono azzeccati, ad eccezione giusto della parrucca di Colin Farrell!Forse Angelina Jolie sembra un po' troppo la fidanzata di Alessandro:bellissima e senza mai una ruga in volto.La scelta di Stone può essere giustificata dal fatto che nel film Olimpia è vista come una strega,è forse per questo la vecchiaia in lei non sopraggiungeva. Comunque è solo un'ipotesi personale. Il film è montato in maniera eccellente, e soprattutto le battaglie mi hanno stupito per l'enfasi che il regista è riuscito a dare. Una macchia del film è data dai dialoghi, spesso estenuanti:in alcune parti mi sembrava di riascoltare l'interminabile ed estenuante dialogo tra Neo e l'Architetto (almeno mi sembra si chiamasse così) in Matrix Reloaded! Non accomunerei però i due film, visto che questo non vale niente mentre Alexander è un gran bel film, a dispetto dei pareri statunitensi. D'altronde bisogna considerare che nel film di battaglie non è che ce ne siano molte, e quindi che interesse potrebbero trovare i cari Yankees in un film in cui non c'è un Bruce Willis o un Arnold Schwarzenegger che, con un fucile spianato, uccidono più gente di quanto Alessandro non sarebbe riuscito a fare in 60 anni di vita? Non è che me ne stupisca molto comunque, perchè mentre questo film ha avuto molte candidature per i Razzies (gli anti-oscar, che premiano i peggiori) agli oscar veri e propri ha ottenuto 5 candidature il film Sideways, che da quello che ho letto parla di un viaggio di degustazione di vini, e qui chiudo... Voto al film: 7,5 
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