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27/11/2004
Avrei bisogno di una bella sincopata ansimante degna del miglior Baffo, magari condita da qualche bestemmione, per presentarvi al meglio un’offerta che non si può rifiutare.
Causa inutilizzo, offresi quattro e dico quattro Gmail!!
Per rendere la cosa un po’ più stimolante, e per il sottoscritto e per i pretendenti, e dato che non siamo ancora arrivati a Natale, dovrete rispondere in sequenza a quattro semplici quesiti riguardanti musica e cinema.
Come ogni buon concorso che si rispetti, però, c’è bisogno di un piccolo codice di autoregolamentazione:
1)Ogni domanda dovrà ricevere una sola risposta.
2)Chi sbaglia risposta non potrà riprovare a rispondere alla stessa domanda, ma alle altre sì.
3)Colui che si aggiudica una Gmail, non potrà concorrere per averne altre (non è assopigliatutto!)
4)In presenza di più risposte esatte verrà presa per buona soltanto quella postata prima.
5)Chi non scrive il proprio nick sarà automaticamente fuori concorso.
6)Qua non siamo a Genius e io non sono Mike Bongiorno, perciò non esultate come coglioni!
Ecco le domande:
1)Quale grande cantautore ha scritto questo verso, e in che canzone: “l’obeso è l’infinito di un Leopardi americano”
2)In quale grande pellicola ha recitato Alberto Tomba e al fianco di chi?
3)A detta di Joe Pesci, come cammina Spider, il ragazzo che porta i drink in “Quei bravi ragazzi”?
4)Chi ha disegnato il prototipo della statuetta degli oscar e quanto fu il suo compenso per il lavoro?
Buon divertimento!
14/11/2004

"Qui la legge si ferma, e comincio io.....STRONZO!
(Marion Cobretti, COBRA)
10/11/2004
Ebbene sì!
Anche il secondo sondaggio promosso da Blogmovie ha decretato un vincitore. Possiamo dire tranquillamente che tra i film diretti da Tarantino c’era solo l’imbarazzo della scelta, ma voi avete sancito che Pulp Fiction è senza dubbio il più meritevole. Il film, che consacrò definitivamente il regista americano dopo l’ottimo esordio di Reservoir dogs (Le iene) sul grande schermo, e che vinse la palma d’oro a Cannes nel 1994, ha ricevuto il 50% delle preferenze.
Subito dopo, al secondo posto, il recente successo di Kill Bill con il 22% dei voti, e sul terzo gradino, pari merito, Le iene e Jackie Brown (14%). Il trionfo di Pulp Fiction era sì prevedibile, ma non così scontato come i più possono credere. Chissà che questo sondaggio non venga riproposto più avanti.... magari con un esito del tutto differente! Nel contempo vi invito a partecipare numerosi al terzo sondaggio riguardante il cinema italiano, le cui sorti tanto ci stanno a cuore.
Breve trama: è la storia d’amore di due ragazzi decisamente diversi: lui (Jim Carrey) è estremamente timido e molto poco intraprendete, lei (Kate Winslet) è una ragazza piena di vita che non vuole perdere un solo attimo della propria esistenza. La loro storia funzionerà per qualche mese fino a quando lei si stancherà di lui e deciderà, tramite l’aiuto di un nuovo guru della psicologia, di farsi cancellare dalla mente tutti i ricordi che la legano al suo ragazzo. Quest’ ultimo, una volta appreso cosa è successo, adotterà lo stesso metodo ma non tutto funzionerà per il meglio.
Commento: Jim Carrey riesce sempre a stupirmi e lo ha fatto anche stavolta. Dopo ruoli come in “Man on the moon” o “The Truman show” eccolo brillare ancora in una parte estremamente complessa e dalla personalità introversa. La gavetta per lui è veramente terminata e ora può apparire al pubblico con ruoli di più elevato spessore recitativo. Io comunque lo ammiravo già dai suoi primi lavori dalla sua cosiddetta faccia di gomma e spero che nella sua carriera futura non rinunci mai ad alternare personaggi “esplosivi” a parti più impegnate. Premesso questo, anche il regista fa la sua bella figura in questa pellicola adottando una tecnica surreale ma molto efficace nelle scene in cui il ricordo la fa da padrone. D’altronde la memoria del protagonista è il nodo centrale del film e per non farci cadere in un sonno soporifero, il regista ha dato lustro alla sua creatività facendo sì che queste due ore risultino celermente affascinanti. L’amore come unico vero ed indelebile sentimento è il protagonista del film: non importa se le nostre esperienze sentimentali siano finite male, se l’unica cosa che desidereremmo in un preciso momento è dimenticare tutto…non si può! Viviamo intensamente ciò che ci è concesso e fino a quando il destino ne determinerà la durata, sarà piacevole poi riassaporare il passato che, scopriremo, è stato tutt’altro che avaro di belle sensazioni.
Voto al film: 8 
La recensione di "The village" e di "Se mi lasci ti cancello" sono state redatte da Piciotti Marco
09/11/2004
Prima, guardando la tv, ho notato che tra qualche giorno daranno per l’ennesima volta Mamma ho perso l’aereo(Home Alone per chi vuole essere più internazionale)in tv.
Guardando la pubblicità di questo film mi è subito venuto in mente di fare un appello nel mio sito.
Nel film recita, nella parte di uno dei due ladri, il grande Joe Pesci, interprete di film indimenticabili come C’era una volta in America, Casinò e Quei bravi ragazzi(premio oscar attore non protagonista).
Proprio da questo film è iniziata la parabola discendente di Joe, che da capolavori assoluti è passato a recitare in cagate assolute(la serie di Arma letale insegna).
La mia domanda è rivolta a registi o produttori che siano:com’è possibile che un attore così bravo non riesca più a trovare uno straccio di parte decente, mentre gente come Ben Affleck o Jennifer Lopez continuano a lavorare, anche se sono degli attori veramente cani?
Non capisco poi come un regista dal talento inequivocabile come Martin Scorsese possa eleggere a sua nuova “musa ispiratrice”, dopo De Niro, quel attorucolo da quattro soldi di Leonardo Di Caprio.
Chiedo quindi a “tutti quelli di Hollywood”, americani o italo-americani no siano, di valutare attentamente le scelte che stanno facendo:sono d’accordo che con la faccia che si ritrova non è che Joe Pesci possa aspirare ad un gran numero di ruoli(un po’ come Tony Sperandei in Italia), ma credo che un regista di talento riuscirebbe a trovare una parte adatta a questo grande attore, che oltretutto è anche di origini italiane.
Una curiosità:lo sapevate che Joe ha anche scritto un disco dal titolo:"Vincent Laguardia Gambini Sings Just for You", che riprende il nome del personaggio interpretato da lui nel film Mio cugino Vincenzo?
07/11/2004

Blogmovie è lieto di presentarvi una nuova rubrica, “Frasi tamarre” in cui analizzeremo tutti i film più spacconi del cinema mondiale, soprattutto americano, per riportarvi quelle frasi che solo dei duri di Hollywood come Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis, Sylvester Stallone, Steven Seagal e chi più ne ha più ne metta potrebbe dire in certe situazioni.
La frase che inaugura questa rubrica proviene dal film Commando con il nostro governatore della California come protagonista(pensate cosa potrebbe dire a Bin Laden se diventasse presidente degli Stati Uniti!!!):in questa scena, ripresa tra l’altro dai mitici Simpson con al posto di Schwarzenegger il divo dei film d’azione Rainer Wolfcastle, lo zio Arnold tiene appeso con una mano un tizio sopra un precipizio, e dopo aver avuto le informazioni che cercava da questo tipo dichiara:

“Ti ricordi quando ho detto che ti avrei ucciso per ultimo?HO MENTITO!!!!!”
(Arnold Schwarzenegger, Commando)
Breve trama: siamo nel 2053 e il mondo è ormai invaso dai robot, che svolgono ogni tipo di mansione. Le loro azioni sono guidate da tre leggi fondamentali, che impediscono loro di ribellarsi agli uomini.Il detective Del Spooner(Will Smith) è l’unico a diffidare della buona fede dei robot, avendo avuto in passato un episodio in cui uno di loro fece morire una bambina a causa di una valutazione sbagliata. Un giorno un esperto di robotica della US Robotics, ditta produttrice di automi e in procinto di lanciare un nuovo modello, viene ucciso e Spooner inizia a sospettare che l’omicida sia una macchina impazzita. Con l’aiuto della D.ssa Susan Calvin(Bridget Monynahan),inizialmente scettica, arriverà a scoprire delle cose che metteranno in crisi le tre leggi nonché la sopravvivenza del genere umano………
Commento:premetto che non sono un lettore di Isaac Asimov, dal cui libro "Io robot” il film è stato ispirato. Detto questo, bisogna dire che gli elementi per fare un ottimo film c’erano tutti, a partire dalle tre leggi della robotica che sono il perno della storia.
Tutti questi aspetti positivi vengono però rovinati del tutto da una sceneggiatura molto piatta e fredda e da attori secondo me non molto adatti, primo tra tutti Will Smith, ex principe di Bel Air, attore che non amo x niente, adatto secondo me solo a film stupidi come Independence Day o Bad Boys.
Neanche gli effetti speciali non sono, secondo me, all’altezza:spesso si nota infatti che la figura umana stacca molto rispetto ai robot e sembra molto distaccata dall’ambiente futuristico ricreato al computer.
Anche il finale mi è sembrato molto scontato, con i “buoni” che trionfano sui “cattivi”:l’aspetto che poteva essere veramente interessante, cioè l’immagine del detective che sembra guidare la massa di robot, viene solo accennato durante il film e nel finale.
Giudizio quindi assolutamente negativo, anche perché qualche giorno fa mi sono rivisto Blade Runner e 2001:Odissea nello spazio che hanno contribuito molto a stroncare questo film.
Vi riporto di seguito la cosa + interessante del film, cioè le tre leggi della robotica, che sono secondo me molto affascinanti e interessanti:
1. Un robot non può ferire un umano o permettere che un essere umano sia ferito;
2. un robot deve obbedire agli ordini di un umano a meno che non siano in conflitto con la prima legge;
3. un robot deve proteggere se stesso salvo che non violi la prima e la seconda legge.
Voto al film: 4 
05/11/2004
Breve trama: il villaggio è circondato dalle presenze innominabili ormai da anni e nessuno degli abitanti osa spingersi nei loro confini, al di là del bosco, per non disturbarne la quiete. Eppure da qualche giorno strane cose stanno succedendo al villaggio incutendo curiosità e sgomento soprattutto tra i più piccoli abitanti. I cittadini cercheranno di ricucire i rapporti con le presenze innominabili che sembra siano state disturbate, ma da chi? Un evento imprevisto obbligherà una ragazza ad oltrepassare il bosco e verranno alla luce nuovi ed inquietanti particolari.
Commento: ho atteso con trepidazione l’ultimo film di M.Night Shyamalan, regista che già in passato aveva affascinato me, e non solo, con opere quali IL SESTO SENSO e UNBREAKABLE. Forse è vivendo proprio sulla scia di questi suoi film che sono andato a vederlo subito, appena uscito nelle sale. Ebbene al termine del film il sentimento che più mi ha attraversato è stato senza dubbio la delusione: sia chiaro un discreto film analizzato a mente fredda, ma non proprio quello che andavo cercando. Posso tranquillamente pensare che è la stessa sensazione che ha avuto chi come me credeva di andare a vedere un vero thrilling. Devo ammettere che anche il trailer uscito nelle tv ha fatto la sua parte lasciando trasparire quella buona dose di mistero che mi ha convinto, contornato dalla frase - promo “..dal regista de Il Sesto senso..’’ come a voler assicurarci su ciò che avremmo potuto vedere. Ad ogni modo il tema trattato dal regista è senz’altro nobile e degno di interesse ma non di immediato impatto; rimane comunque il mio rispetto per questo giovane regista indiano (tra l’altro appare in una scena del film) che sono sicuro stupirà ancora. D’altronde per quanto le critiche siano sempre soggettive (le mie in questo caso) non posso escludere che questo film,magari non ai più, piacerà: a volte un regista deve anche rischiare nel non riproporre un format vincente che può cadere nella banalità e nella ripetitività, per intraprendere invece percorsi alternativi che hanno fatto di pochi personaggi ahimé dei miti della macchina da presa (vedi un certo Kubrick…).
Voto al film: 6= 
01/11/2004
Premetto che per quanto riguarda la “materia” Halloween (si scrive così, sì?) sono totalmente ignorante: non conosco la storia di questa festa ancestrale, tranne qualche vago ricordo delle ore d’inglese alle scuole medie, non ho la benché minima idea di come e dove questa usanza sia nata, non riesco a concepire il perché questo costume si sia divulgato come una macchia d’olio anche in Italia dato che è una tradizione che non ci appartiene (e noi Italiani di tradizioni ne abbiamo più che in abbondanza), ma soprattutto non comprendo la ragion per cui un manipolo di ragazzini debba ripetutamente venire a rompermi i coglioni in casa minacciando di fottermi, non in senso letterale per fortuna, il gatto se non concedo loro qualche dolce bon-bon.
Per carità di Dio, non voglio assolutamente gettar la croce sui fanciulli che hanno la sola “colpa” di divertirsi, però, converrete con me che essere bloccati in bagno proprio mentre non ti stai lavando i denti può provocare qualche disturbo, non solo intestinale. Ma di chi è la colpa allora? Ho tentato di individuare una serie di potenziali colpevoli, e forse voi potrete aiutarmi:
1) La loro stronzissima teacher, che con la scusa di halloween li assolda in nome del Dio Saccarosio al quale ha venduto l'anima
2) Il business che ruota attorno a questa festa
3) L’arroganza degli U.S.A. che si manifesta anche e soprattutto in queste frivolezze
4) La straordinaria somiglianza di Kerry con Frankenstein
5) Perché Jonathan del G.F. dice che halloween è chicissimo
6) Solamente perché sono invidiosi della mia straordinaria attitudine nel defecare
Ai posteri l’ardua sentenza.
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