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30/08/2004
 

C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Ed eccoci alla mia prima recensione, e non posso che essere onorato di iniziare con quello che considero il più bel film gangster mai realizzato, ovvero “C’era una volta in America” di Sergio Leone.

Il film, accompagnato dalla splendida colonna sonora di un altro grande esponente del marchio italiano all’estero, ovvero Ennio Morricone, fa allusione al tema della memoria, ovvero quella del protagonista Noodles:egli torna dopo 35 anni nel quartiere dove era cresciuto,il Lower East side, il quartiere ebraico dove era nato e vissuto, e ritrova il suo vecchio amico Moe, che gestisce ancora il bar dove Noodles aveva passato la sua infanzia.

Ma passiamo ora alla trama del film:

Trama:Siamo nel 1922:un ragazzo ebreo di nome Noodles forma una banda di piccoli gangster assieme a tre suoi amici, Patsy, Cockeye e Dominic:alla banda si aggiunge un altro ragazzo da poco giunto in città, Max. Quest’ultimo riesce a rubare la piazza al bullo del quartiere, Bugsy, che in poco tempo viene estromesso dagli affari della banda.Così questi decide di vendicarsi:uccide Dominic, ma viene a sua volta ucciso da Noodles, che però viene condannato a dieci anni di carcere. Egli riesce a sopravvivere grazie soprattutto al ricordo della donna che ama, Deborah, sorella di Moe. Uscito dal carcere, Noddles trova ad attenderlo i suoi vecchi amici, che gli riferiscono di aver allargato il loro giro di affari al traffico degli alcolici. Al bar di Moe rincontra Deborah, ormai donna, che lo tratta con freddezza. Intanto Noodles, dopo una rapina ad un commerciante di gioielli, capisce che non si tratta più dei piccoli furti da strada a cui era abituato: ormai il rischio è la vita. Durante la rapina alla gioielleria, Noodles violenta Carol, la moglie del gioielliere. Questa diventerà poi l’amante di Max. Noodles invece pensa sempre a Deborah: un giorno, dopo una cena in riva al mare, la ragazza gli dice che partirà per Hollywood. Noodles, temendo di non rivederla più, durante il ritorno in macchina la violenta, perdendola così per sempre.

Successivamente, durante una vacanza in Florida, Max legge su un giornale che il proibizionismo sta per essere abrogato:così propone a Max un colpo alla Federal Reserve Bank, che li sistemerebbe per tutta la vita. Noodles non è d’accordo, ed inoltre Carol gli chiede di fare qualcosa per impedire a Max di farsi uccidere.

Così Noodles decide di tradire l’amico e di informare la polizia sull’ultimo trasporto di alcolici della banda. Anche Noodles doveva far parte della spedizione, ma Max lo colpisce per un eccesso di ira, facendolo svenire.

Così, risvegliatosi, Noodles scopre che i suoi tre amici,dopo una sparatoria con la polizia, sono morti:Max però è l'unico ad essere carbonizzato.

Per dimenticare si rifugia in una fumeria d’oppio, ma alcuni killer lo stanno cercando:egli riesce a fuggire, ma nella valigia che rappresentava il fondo comune della banda trova solo vecchi giornali. Così acquista un biglietto di sola andata per il primo treno e se ne va.

La vicenda si sposta così nel 1968:un anziano Noodles, sulle note di “Yesterday” dei Beatles, torna dopo 35 anni a New York, richiamato da una lettera che lo avvertiva dello spostamento del cimitero ebraico. Qui trova solo il suo vecchio amico Moe, gestore del bar.

Noodles visita la tomba dei suoi amici, e al suo interno trova una chiave per un deposito bagagli della stazione. Va così ad aprirlo ed al suo interno trova un biglietto con scritto “questo è il pagamento anticipato per il tuo prossimo lavoro”.

Noodles fa così visita a Carol, che risiedeva in una casa di riposo: viene a sapere che Deborah è diventata famosa e che ormai una stella di Hollywood.

Va così a trovarla, e le chiede chi sia un certo senatore Bailey, che lo aveva invitato nella sua villa. La donna, che viveva con Bailey, scongiura Noodles di non andare.

Ma , uscendo dal camerino, trova il figlio di Deborah che è uguale a Max da ragazzo:scopre così che il suo amico non è morto.

Così si reca nella villa del senatore, e scopre che in realtà questi non è altri che Max:egli si era impossessato dei soldi della valigetta ed aveva iniziato una nuova vita.

Però ora rischia di essere assassinato a causa di uno scandalo edilizio:preferisce così che sia un suo amico ad ucciderlo.

Ma Noodles rifiuta e se ne va. Mentre se ne sta andando Noodles vede un camion della nettezza urbana ed un uomo che sparisce al suo interno:è questa la terribile fine di Max.

Commento:Che altro dire, ci troviamo di fronte ad un capolavoro, al film gangster per antonomasia.

Differentemente da altri film, come “Il Padrino”, di Francis Ford Coppola, non si sa alla fine del film se abbiamo assistito ad avvenimenti reali, o se tutto è stata un’invenzione causata dai fiumi dell’oppio. Difatti il film inizia e finisce allo stesso modo, con Noodles che nel teatro cinese si dedica a questo vizio. Alla fine del film poi Noodles assume in viso un ghigno:è un sorriso enigmatico, che può essere il sorriso del Noodles anziano che vuole dimenticare, del Noodles giovane che dopo la morte di Max ha tutta la vita davanti o di un semplice drogato che scopre di essere in preda alle allucinazioni.

Il fascino del film sta proprio qui, nel fatto che Leone non ci dà mai risposte precise, ma lascia spazio all’immaginazione e all’interpretazione personale:ad esempio, ognuno di noi avrà dato un’interpretazione precisa ai 22 squilli di telefono che intercorrono prima che venga alzata la cornetta, nella scena in cui Noodles telefona alla polizia.

Oltre al grande merito del regista, non bisogna però dimenticarsi degli attori:grande prova del quasi adolescente Robert De Niro nel ruolo di Noodles e di James Woods nel ruolo di Max.

Unico mio personale rimpianto è che il grande e, secondo me, inimitabile nel ruolo di gangster, cioè Joe Pesci abbia una parte veramente ridicola:lo avrei visto molto meglio al posto di uno dei componenti della banda.

Un dettaglio di poco conto in confronto alla grandezza del film:peccato però che Sergio Leone non possa più regalarci film di questo calibro, e visti i registi italiani che girano di questi tempi credo che dovrà passare molto tempo prima di trovare un degno erede.

 

 

 

VOTO:9/10 (solo perchè credo non potrà mai esistere un film "perfetto")



postato da balza | 01:51 | commenti (4) | opinioni
28/08/2004
 

IPSE DIXIT PARTE III

“Sì…vaffanculo anche tu - Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti…puzzano di curry da tutti i pori; mi mandano in paranoia le narici… aspiranti terroristi, E RALLENTATE, CAZZO! In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel. In culo ai bottegari Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano…tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell’appartheid. In culo agli agenti di borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell’universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita… e Bush e Chaney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, all’Adelphia, alla WorldCom.In culo ai Portoricani: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale… e non fatemi parlare dei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni. In culo agli italiani di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi, sperando in un’audizione per I Soprano. In culo alle signore dell’Upper East Side, con i loro foulard di Hermesse e i loro carciofi di Calducci da 50 dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate…Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane! In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete…le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In culo a Francio Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia…maledetta puttana! In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore: beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri inneggiando ai Bronx Bombers. In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi. No, no, in culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l'hai buttato via, BRUTTO TESTA DI CAZZO!”

(Monty Brogan, la 25° ora)



postato da balza | 13:20 | commenti (5) | ipse dixit
27/08/2004
 

L’ANGOLO DI BALZA’

Ciao a tutti voi, visitatori di blogmovie.com.
Mi presento: sono Fabio Balzani, per gli amici Balzà, e dopo circa 3 mesi in cui chiedevo al “padrone” del sito di farmi partecipare (ricevendo come risposta che l’unica cosa che potevo fare era pulirgli il mouse quando non scorreva più!!), finalmente ho ottenuto questo onore e adesso faccio effettivamente parte della redazione di Blogmovie.
Il mio compito sarà quello di recensire quei film che hanno fatto la storia del cinema, partendo da “C’era una volta in America” fino ad arrivare a film più recenti, ma ugualmente da annoverare tra i capolavori, come lo splendido “Kill Bill” di Tarantino o “La meglio gioventù”.
Spero di riuscire a creare una rubrica “viva”, nella quale ci sia spazio per frequenti scambi di opinioni: perciò se volete condividere o criticare il mio operato, vi prego di farlo, sempre nel massimo rispetto.
Vi lascio, in attesa della recensione, con due Ipse Dixit tratti da “C’era una volta in America" (il primo riguarda la scena in cui Noodles porta Deborah a cena fuori, mentre il secondo è nel loro ultimo incontro, in cui Noodles viene a sapere che Max è ancora vivo ).

"Hai aspettato molto? Tutta la vita"
(Deborah e Noodles, C'era una volta in America)

"Noodles, ci rimangono solo dei bei ricordi e se adesso uscirai da quella porta nemmeno quelli ti rimarranno"
(Deborah, C'era una volta in America)













postato da balza | 10:49 | commenti (4) |
19/08/2004
 

ROBERT DE NOANTRI

Lo avete preferito al Travis di Taxi Driver, recentemente votato come il miglior “Antieroe” del cinema mondiale da una giuria inglese, al Jake La Motta di Toro scatenato, dove un irriconoscibile De Niro, ingrassato di ben 20 Kg, interpreta l’ascesa ed il declino del famoso pugile, sta di fatto che secondo il 42% di voi Capefear rappresenta la miglior performance del più camaleontico degli attori. L’imminente cittadino Italiano (riceverà la cittadinanza alla Mostra del cinema di Venezia a Settembre) rappresenta un punto fermo per ogni amante del buon cinema.


postato da dcql | 11:58 | commenti (1) | sondaggi
04/08/2004
 

SILENZIO IN SALA...PARLA GAGGIO

Lo ammetto, avrei dovuto inserire “The untochables” nel sondaggio fra le migliori interpretazioni di De Niro, e francamente non riesco a capire come abbia fatto a dimenticarlo. Ad ogni modo c’è stato chi non ha smesso un attimo di redarguire e far notare al sottoscritto che è “solo chiacchiere e distintivo”.

In preda ad un profondo senso di colpa e a continue convulsioni isteriche per la mia mancanza, pubblico democraticamente il pensiero di colui che ha notato l’errata corrige, e lo sottopongo alla vostra attenzione.

 

 

“Per fugare ogni dubbio (per chi di voi ancora ne avesse) sulla superiorità della nostra civiltà rispetto ad altre che spesso vorrebbero darci lezioni, eccovi un articolo tratto dall’odierna gazzetta dello sport. Cade l’ultimo baluardo di orgoglio statunitense nei nostri confronti!”

 

 

 

Federico Gaggiotti (noto cestista marchigiano)











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