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24/07/2004
“In vita mia non ho fatto altro che prevedere ogni pericolo, le donne possono essere imprudenti, l’uomo no!”
(Don Vito Corleone, il Padrino)
23/07/2004
Non è una recensione, bensì la segnalazione di un film visto di recente che ho particolarmente apprezzato, anche perché di produzione italiana. Si tratta di Piazza delle cinque lune (2003) di Renzo Martinelli con Stefania Rocca, Donald Sutherland, e l’inossidabile Giancarlo Giannini. La pellicola ripercorre uno degli episodi più desolanti e misteriosi della storia italiana, non solo quella politica, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro (9 Maggio ’78) ad opera delle BR. A 25 anni di distanza dall’orrore di via Fani emergono nuovi sconvolgenti particolari, tra cui un filmato che documenta interamente le sequenze del rapimento. L’inchiesta, alla continua ricerca della soluzione agli enigmi del caso Moro, si scontrerà con chi vuole, per l’ennesima volta, mettere una verità troppo scomoda a tacere.
La complicità dello Stato, dei servizi segreti ed i lunghi tentacoli della loggia massonica P2 porteranno ad un intricato percorso che un giudice di provincia, ormai in pensione, porterà avanti con tenacia.
Lo consiglio, da vedere
“Quando si dice la verità,
non bisogna dolersi di averla detta.
La verità è sempre illuminante.
Ci aiuta ad essere coraggiosi.”
A. Moro
Chiedo venia a tutti gli ospiti di Blogmovie per il mostruoso ritardo con cui vengono pubblicate le recensioni dei vari film in questo blog, infatti è impensabile che una pellicola venga analizzata e sviscerata ad un mese dalla sua uscita. E’ anche vero che questa è soltanto la seconda recensione e c’è tutto il tempo per migliorarsi, ma avendo un forte spirito di autocritica sento il dovere di cercar di colmare questa mancanza. Ma basta con le chiacchiere, passiamo all’analisi del film.
Breve trama: Il film dei fratelli Coen è un remake dell’omonima pellicola datata 1955 e narra la storia del professore Goldthwait Higginson Dorr (Tom Hanks), un ciarlatano, con una spiccata passione per Edgar Allan Poe, che raduna una banda di “sprovveduti” al fine di rubare l’incasso di un casinò galleggiante sul fiume Mississipi. Per mettere in pratica il colpo la banda si servirà della cantina della casa della sig.ra Munson (Irma P. Hall), un’anziana signora di colore tanto devota quanto eccentrica, che ogni giorno parla col quadro raffigurante Othar, il defunto marito. Quando l’anziana signora scopre che la finta banda musicale non è altro che un gruppo di ladroni, minaccia di denunciarli, a meno che non riconsegnino il bottino e vadano con lei in chiesa. A malincuore, il gruppo decide di eliminare la sig.ra Munson, cosa che, si rivelerà alquanto ardua.
Commento: I Coen confermano ancora una volta di prediligere il genere della commedia, questa volta dandogli tocco di noir. Il film è ambientato nel profondo sud degli Stati uniti d’America, dove il Dio Mississipi scorre in tutta la sua grandiosità. La pellicola è frizzante e divertente, grazie soprattutto alla stravaganza dei personaggi e alle loro diversità. Tom Hanks conferma ancora una volta di sapersi calare alla perfezione in qualsiasi ruolo, e l’interpretazione di Irma P. Hall contribuisce a rendere la pellicola spassosa e piacevole. Come già detto è la particolarità delle comparse l’elemento chiave del film, ed è proprio il prof. Dorr a descriverle: Gawain (Marlon Wayans, lo shorty di Scary Movie) che ha la funzione di basista, ma che non riesce a tenere a freno la propria lingua, Pancake (J.K. Simmons) "un uomo dai mille talenti che non ne padroneggia nessuno", il Generale (Tsi Ma) ex spia vietnamita esperto di tunnel, ed infine Lump (Ryan Hurst) giocatore di rugby tutto muscoli e niente cervello. La scelta delle inquadrature, delle ambientazioni e della fotografia è molto accurata grazie all’apporto di Roger Deakins, ormai divenuto indispensabile per i Coen.
Ladykillers risulta un gradevole passatempo cinefilo con l’obiettivo, coerente al pensiero dei Coen, di divertire il pubblico.
Voto al film:6,5
Ed eccoci arrivati alla prima recensione di questo blog: film sotto analisi, TROY di Wolfgang Petersen.
Innanzitutto mi scuso per il ritardo, ma per eccesso di zelo, e di ignoranza in materia, ho ritenuto necessario andare a riguardare una vecchia ed impolverata edizione dell’Iliade, giusto per non essere del tutto impreparato.
Breve trama: Il film, ispirato appunto dal racconto mitologico di Omero, narra la storia dell'annosa guerra fra Troiani e Greci; motivo della discordia è Elena, moglie di Menelao, re di Sparta e a sua volta fratello di Agamennone, re di tutta la Grecia. Elena viene sottratta alle mani di Menelao da Paride, principe di Troia nonché fratello di Ettore, e condotta a Troia. Menelao, accecato dall’affronto subìto, chiede al fratello di affiancarlo nella guerra contro Troia, città regnata da Priamo e mai espugnata in passato. Agamennone, desideroso di controllare l’intero Egeo, decide di appoggiare il fratello, e raduna a sé l’intero esercito greco tra il quale spiccano le figure di Achille, re dei Mirmidoni, ed Ulisse, re di Itaca. La guerra, che durerà per ben nove anni (nel film circa un mese), è sanguinosa e sembra non dover mai volgere al termine, finché Ulisse non escogita un metodo per infiltrarsi di nascosto nelle mura nemiche attraverso un enorme cavallo di legno costruito dai greci, e nel quale verranno nascosti i guerrieri più tenaci. I troiani, credendolo un dono, lo conducono all’interno della città e, dopo aver brindato e festeggiato tutta la notte, lasciano il regalo incustodito. A notte fonda i guerrieri greci occultati, escono dal loro nascondiglio ed aprono le porte della città al resto dell’esercito. Troia viene conquistata e rasa al suolo, ma il valoroso Achille perderà la vita, trafitto al tallone da una freccia scoccata da Paride.
Commento: Ci si aspettava un colossal, e di certo non si può dire che il film non ne presenti i tipici connotati: scelta accurata della musica, occhio di riguardo alla scenografia, impetuosità dei paesaggi e delle battaglie, esaltazione della figura eroica, per non parlare poi dell’apporto digitale. Tuttavia manca forse l’elemento più importante di tutti, quello che rende una pellicola diversa dalle altre, che la rende speciale ed inossidabile nel tempo, il tassello che rende il quadro completo, ovvero la capacità di trasmettere emozioni allo spettatore. Il film è costruito abbastanza bene nel complesso, piacevole all’occhio e poche volte noioso, ciò nonostante non riesce a fornire quelle sensazioni che rendono un colossal degno di nome. La storia rappresentata nella pellicola è abbastanza fedele, tutto sommato vengono omessi dei particolari importanti: manca totalmente la presenza e la partecipazione alla guerra degli dèi, che nel racconto Omerico svolgono un ruolo determinante, nel film sembra che la guerra duri poco più di un mese quando in verità perdura circa nove anni, infine la scena di Patroclo, cugino di Achille, che a sua insaputa prende parte alla battaglia, è totalmente inventata, tant’è che nel racconto è lo stesso Patroclo a chiedere ad Achille la sua armatura, affinché i greci possano scambiarlo per lui e combattere con più veemenza. Sotto questo punto di vista è sicuramente più esaustivo Helen of Troy (in onda proprio in questi giorni in televisione). Buona l’interpretazione dei tre attori di punta: Brad Pitt (Achille), Eric Bana (Ettore) ed Orlando Bloom nei panni del cuor di coniglio Paride, mentre da Petersen, sinceramente, ci si aspettava qualcosa in più. Speriamo che Oliver Stone non lo emuli nel prossimo Alexander The Great.
Voto al film: 6
03/07/2004

Neanche due mesi fa avevamo “battezzato” la nascita di Blogmovie rendendo omaggio a una delle icone della storia del cinema:Marlon Brando.
Nell’articolo si parlava del suo imminente ritorno sul grande schermo dopo anni di silenzio, la sua ultima apparizione risaliva infatti al film The score, diretto da Frank Oz e datato 1997, accanto a Robert De Niro ed Edward Norton.
Purtroppo non avremo più l’occasione di rivedere all’opera un mito come lui, maestro e modello di recitazione per gli altri attori.
Dopo 80 anni di vita, di cui gran parte spesi nel mondo dello spettacolo, se ne va una leggenda che ha rivoluzionato il modo di recitare e che ci ha incantato con le sue performance.
02/07/2004
Questo blog decide di prendersi una piccola pausa estiva, non prima però di aver pubblicato la recensione su Ladykillers (disponibile fra pochi giorni). Il servizio tornerà disponibile nei primi giorni di Agosto con nuove curiosità, notizie e sondaggi. La momentanea assenza, di fatti, servirà anche per migliorare i servizi che Blogmovie sarà pronta ad offrirvi al ritorno dalle vacanze.
Arrivederci e buone vacanze a tutti!
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